Quante idee, tentativi, strade sbagliate vengono buttate e non vedono mai luce? È frustrante strappare ancora una volta la pagina e buttarla nel cestino per ricominciare daccapo. Fissare il foglio sperando che da quel rettangolo di cellulosa bianca si possa materializzare magicamente l'idea perfetta.
Capita a tutti questo momento. E ognuno mette in campo i propri rituali per trovare la luce nel buio. C'è chi corre, chi si fa una passeggiata, una doccia fredda, un salto in libreria, chi si lascia al cazzeggio libero su internet, chi si concede una seduta prolungata sulla tazza del bagno, altri che invocano i vari dèi della creatività, sperando che almeno dal cielo venga il lampo di genio, c'è chi si affida a funghi allucinogeni, chi applica il pensiero laterale e c'è chi si lava i denti (notoriamente il momento più creativo della giornata). Ogni arma è buona per raggiungere il Nirvana delle idee perfette, mentre la scadenza finale si mostra sempre più vicina e minacciosa.
Ma a volte non arriva niente.
Niente.
Per giorni.
Fino al colpo di scena finale.
Stavo cercando nuove idee per una importante fiera della comunicazione in Italia. Avevamo già definito lo stile e il messaggio, e dovevo soltanto cominciare a lavorarci.
Una città. "La città della comunicazione". Ok, sembra facile. Comincio.

Schizzo velocemente l'idea che ho in testa e comincio a lavorare al computer.

Ma non sono tanto convinto della piega che sto prendendo.
Cominciano a venirmi i primi dubbi.
Ricomincio da zero, concentrandomi sui dettagli questa volta.

Ok. sembra andare. Ma deve essere una città.
È l'ultimo giorno e devo tirare fuori velocemente qualcosa di apprezzabile.
Abbozzo velocemente l'idea di città che ho in mente.

No ancora no va.
Ricomincio daccapo un'altra volta e provo ad utilizzare un nuovo stile ed un nuovo approccio, mentre comincio lievemente a disperarmi guardando le lancette dell'orologio che sembrano andare troppo veloci. Troppo veloci.

Lo guardo e ho già voglia di buttarlo. Un sudorino freddo comincia a corrermi lungo la schiena.
È già pomeriggio e domani c'è la presentazione.
Una presentazione importante, un'occasione preziosa.
E io non ho ancora niente di pronto.
Dall'altra parte d'Italia mi telefonano cercando di sapere se ci sono novità.
Non so più che pesci prendere, a che Santo appellarmi. Mi appello alla loro clemenza, cercando di proporre qualche soluzione rapida per salvare il progetto.
Condividiamo qualche idea e ok, sembra di aver trovato qualche compromesso.
Riaggancio e fisso il monitor per qualche minuto. Non so più nemmeno a cosa pensare.
Mancano solo poche ore alla consegna.
Butto via l'ultima bozza e ricomincio daccapo.
Il foglio bianco.
Nessuna idea di come arriverò alla fine.
E, improvvisamente, avviene il miracolo.
La penna sembra scorrere sicura sulla carta, tracciare le linee giuste. Il mouse acquista padronanza di sé e mi indica con facilità i vettori da tracciare.

Finalmente la città della comunicazione.
Per un momento sono soddisfatto del risultato. E lo sembrano anche i clienti, a Milano.
In meno di due ore ho realizzato quello che non sono riuscito ad ottenere in tutta una settimana.
Non ho idea di come sia successo questo colpo di scena, però mi ha fatto riflettere.
Forse non è stata tutta un'inutile perdita di tempo.
Forse è stato un male necessario per arrivare fino a qui.
Forse non sarei stato così veloce ad ottenere quello che volevo senza tutti quei tentativi infruttuosi, ma che mi hanno permesso di affinare di più la tecnica, di avvicinarmi in qualche modo alla soluzione.
È per questo che vorrei conservare anche le idee e le proposte che non vedrà mai nessuno.
Perchè un giorno, forse, potrebbbero essermi utili di nuovo.
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