
Non so se si era capito, sto cercando di imparare la lingua coreana.
Devo ancora capire cosa questo mi possa servire, ma per il momento si tratta di un'attività interessante, che mi sta dando modo di scoprire cose nuove.
Non è qualcosa che segue un obiettivo specifico. Lo faccio solo per me stesso, per ampliare la mia conoscenza e soddisfare una mia curiosità. Non ho nemmeno interesse a diventare fluente o a conoscerlo alla perfezione, lo faccio senza impegno unicamente per divertimento.
E la cosa bella è che non mi sta richiedendo nemmeno tempo in più.
Posso esercitarmi quando voglio, la mattina, mentre aspetto che il caffè abbia finito di gorgoliare, durante la giornata, mentre attendo una mail di risposta, la sera, prima di andare a dormire.
Ovunque sono, mi basta solo una penna ed un taccuino.
L'importante è cercare di provarci, almeno un po'. Tutti i giorni.
Non costa niente, ma si possono ottenere risultati.
Per esempio, ho imparato a leggere e scrivere in Hangeul, l'alfabeto coreano.
Non lo so ancora perfettamente, ovviamente. Ma non importa, sono contento del risultato ed è stato bello conoscere e mettere in pratica qualcosa di nuovo.
In realtà si tratta di un esperimento che nasce da molto lontano, da questo articolo qui, e da un libro, che per primi mi hanno suggerito l'importanza e il valore delle piccole sfide con sé stessi e dei piccoli obiettivi quotidiani.
Sto cominciando così, ma la mia intenzione è quella di espandere le mie abitudini verso nuove attività, come la corsa e la palestra, tutti i giorni, e la scrittura mancina, per stimolare l'emisfero destro del cervello.
Se guardo indietro, scopro di aver già ottenuto alcuni risultati in questo modo. Se oggi posso dire di conoscere l'inglese, penso sia dovuto al fatto di essermi sforzato di leggerlo e ascoltarlo per tanto tempo.
A dir la verità non sono mai stato particolarmente brillante con l'inglese. L'ho imparato tardi e male, e per tutto il corso scolastico non ho mai avuto una formazione costante.
E poi preferivo il tedesco.
Ma ero così ingenuo da pensare di poter prendere una certificazione, addirittura un bidue. Ah, beata gioventù! Durante gli incontri di formazione non mi ero mai sentito così umiliato dalla mia ignoranza, in mezzo a tanti studentelli molto più bravi di me.
È stata la prima volta nella quale sono diventato consapevole della mia mancanza. Ho rinunciato alla certificazione, ma mi sono ripromesso di impegnarmi ad imparare la lingua autonomamente.
I film, i libri, le notizie, le informazioni dovevano essere tutte in inglese, per potermi esercitare spontaneamente tutti i giorni. E oggi non ho più problemi a comprenderlo.
Lo so, non ho ancora risposto alla tua domanda. Perché proprio il coreano?
Ci sono vari motivi. Alcuni nascono dalla amicizia che avevo saldato con alcuni simpatici coreani in Irlanda, altri dalla curiosità di scoprire meglio l'Estremo Oriente, la cui cultura mi affascina profondamente. La Corea custodisce una cultura millenaria che ha saputo imporsi in un piccolo angolo di Asia a metà strada tra due giganti come la Cina e il Giappone e che tuttora è gelosa della propria identità unica.
E poi mi sta dando modo di scoprire a piccoli passi una sensibilità estetica molto differente da quella occidentale e che trovo adorabile!
No, il disegno non è mio, ma di un bravo artista coreano che ho scoperto qui: 좋아한多
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