
Mancano meno di dodici ore alle elezioni americane. Probabilmente uno dei momenti più storici del duemilasedici, quello che deciderà se il futuro del mondo sarà guidato da un fascista autoritario fuori controllo o da una guerrafondaia corrotta. In questo momento preferisco la guerrafondaia, almeno sembra più educata, ma chissà cosa deciderà il popolo, dopo la sanguinosa battaglia elettorale che li ha trascinati fino al giorno delle elezioni.
Sono stato risucchiato anch'io nel vortice elettorale e ho seguito con interesse il dispiegarsi di una trama ricca di complotti, colpi di scena, relazioni intricate, personaggi memorabili e terribili super-cattivi. Un articolo del New Yorker descriveva questo anno elettorale proprio come una perfetta trama cinematografica che un giorno verrà forse raccontata come uno dei momenti più entusiasmanti e drammatici della politica moderna.
Ma in realtà non era di questo che volevo parlare. O forse sì, in parte.
In realtà volevo parlare di "Election" di Tom Perrotta. Ero desideroso di leggere qualcosa sul tema e mi sono imbattuto in questa deliziosa commedia scolastica che racconta la lotta di alcuni studenti per la candidatura a rappresentante d'Istituto, che diventa così importante da prendere contorni paradossali e conseguenze per tutti i protagonisti coinvolti. In questa corsa presidenziale non mancano i complotti, le guerriglie, le menzogne e tutte le ipocrisie di una vera campagna elettorale che si rispetti, e forse è proprio per questo che mi è piaciuto tanto. È stato scritto nel lontano 1992, quando a candidarsi era proprio Bill Clinton (ma pensa che coincidenza!), ma trovo il parallelismo con le presidenziali attuali davvero calzante. Non credo di aver visto una lotta politica così sporca, almeno in America, come quella di quest'anno.
E così anche in questo libro vengono raccontate gli stessi colpi bassi di una campagna senza esclusione di colpi nella quale si fa di tutto per ottenere l'ambito riconoscimento: l'ascesa a rappresentante, come una specie di esperimento in miniatura della realtà adulta, un "signore delle mosche" in chiave politica, però più divertente e leggero e senza foreste in fiamme.
Ma in realtà il libro racconta più semplicemente il teatro quotidiano della vita scolastica. I desideri e le paure adolescenziali, gli amori, le storie e i piccoli drammi che si consumano tra lo spogliatoio della palestra e l'aula di chimica, così come le aspettative e i fallimenti degli insegnanti che tentano di adempiere alla loro missione educatrice, ma spesso vittime dei propri vizi e limiti umani.
Election è una storia corale di persone che si incrociano, si scontrano e si ritrovano sullo stesso cammino. Infine, una storia gradevole, leggera, da leggere tutta d'un fiato e riporre sugli scaffali con un sorriso sul viso.
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