- Aaron chi...? -
- Ma dai, Aaron Sorkin! praticamente uno dei maggiori sceneggiatori cinematografici del momento! -
- No, non lo conosco per nulla... -
- Ma scusa, hai mai visto "the Newsroom"?
- ehm... no, solo la prima puntata -
...
- ... Ah, ora capisco molte cose... -
Un po' di tempo fa ho avuto una discussione di questo tipo con qualcuno.
Inutile dirvi che ero io quello completamente ignorante sull'argomento. Avevo provato a guardare "the Newsroom", una volta. Il tema legato al giornalismo mi interessava molto, ma la puntata non mi aveva acchiappato molto, e mi sono fatto distrarre facilmente dal fascino maledetto di House of Cards, dimenticandomi completamente di questa serie.
Grazie ai prodigi dell'internet, scopro che il buon Aaron non scrive solo per la televisione, ma anche per il cinema (e infatti oltre a Newsroom, dovrò recuperare anche l'ultimo Steve Jobs di Danny Boyle), e che ha vinto anche numerosi premi.
Eppure non avevo mai sentito parlare di lui.
Strano, perchè è dai tempi del righello di Diego Cajelli che ho cominciato ad incuriosirmi dell'oscuro mondo della sceneggiatura, e nel corso del tempo ho cercato di approfondirlo sempre di più attraverso grandi classici e studiando scripts online. Avevo provato anche a seguire qualche blog sull'argomento, ma evidentemente ho ancora tante cose da scoprire.
A questo punto volevo saperne di più.
Chi è questo Aaron Sorkin, cosa fa, dove vive, chi frequenta.. domande a cui dovevo avere risposta.
Ma, come si sa, le vie dell'Internet sono infite, ed è così che mi sono ritrovato in possesso del corso Masterclass di Aaron Sorkin (grazie, amica mia!).
Un lungo monologo nel quale il pluripremiato scrittore si racconta, e condivide tanti retroscena del suo lavoro, con grande semplicità e modestia.
Già dalle prime battute si mette completamente a nudo e rivela: "sono più bravo a comunicare attraverso la scrittura che con le parole, quindi perdonatemi...".
Ed è un bellissimo scorcio sul suo mondo quello si scopre attraverso le sue parole. Tanto simile al mio e a quello di tanti altri creativi. Anzi, ho trovato davvero affascinate il parallelismo tra l'arte della scrittura e tutti gli altri campi creativi.
Abbiamo tutti gli stessi dubbi, le stesse difficoltà, lo stesso blocco di fronte al foglio bianco della nostra mente che dobbiamo in qualche modo riempire. Aaron spende i primi mesi a sbattere la testa contro il muro, prima di mettersi veramente ad affrontare il proprio lavoro, e se si blocca su una scena non riesce più ad andare avanti fino a quando non è completamente risolta.
".. e ogni giorno che passa senza trovare una soluzione, mi fa sentire sempre peggio del giorno prima". Quando deve trovare l'ispirazione prende l'auto e comincia a viaggiare a vuoto, con lo stereo acceso. A volte è un semplice pezzo musicale a scatenargli le immagini giuste nella mente.
Potrei sostituire la parola "sceneggiatore", con quella di "designer", "illustratore", "creativo", e credo che si potrebbero raccontare storie ed episodi molto simili.
Ma a parte tutto questo sono davvero preziose le sue osservazioni sulla sceneggiatura. Sono giudizi spesso netti, che scavano dentro l'essenza totale di ogni storia, forgiati da anni di esperienza.
"Una storia, qualsiasi storia, nasce dal conflitto. Se non c'è conflitto non stai scrivendo una storia, stai facendo giornalismo."
"Devi rendere il conflitto realistico: deve essere chiaro l'obiettivo che vuole perseguire il protagonista e gli ostacoli che si troverà a superare."
"Ogni storia che creo nasce da queste premesse indispensabili."
C'è ancora tanto da imparare, e questo è solo l'inizio. Ma apre già la mente alle possibilità infinite che si nascondono dal foglio bianco.

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