Nulla.
Un uomo di mezza età era seduto sul bordo del piccolo lago e fissava l'orizzonte lontano.
- Assolutamente nulla -.
Ecco cosa vedeva.
Un insulso laghetto d'acqua stagnante circondato da un anonimo boschetto di pini. Uno stucchevole paesaggio da cartolina che gli dava la nausea. Tutto pulito, tutto così perfetto da sembrargli vuoto e inutile, senz'anima.
Dov'erano finiti i grattacieli di vetro, i riflessi cromati della sua auto, gli aperitivi lussuosi nel lounge bar di qualche albergo?
"L'uomo non è fatto per la contemplazione, ma per l'azione".
Questo è stato il principio che lo ha sempre guidato nella vita. Era un uomo di poche chiacchiere, lui! Era il primo a rimboccarsi le maniche, a piegare la schiena. Non come quei fannulloni di oggi che stanno prendendo il suo posto.
Guardava fisso l'orizzonte e con la mente tornava ancora una volta a ripercorrere i suoi ricordi, la sua fulminea carriera, le donne della sua vita, i soldi, la fama. Inspirò a pieni polmoni la sottile aria montana sorridendo al ricordo del suo glorioso passato, della sua vita adrenalinica, le gioie, le fatiche, i dolori, le illusioni. Ecco dove lo avevano portato tutti quei tormenti, quegli sforzi.
A nulla.
Un enorme, fottutissimo nulla.
Eccolo lì, seduto su quella sedia in plastica bianca a bordo lago, senza niente da fare se non affogare il tempo nei ricordi di una vita passata.
I capelli ingrigiti, gli occhi spenti, circondati da occhiaie e rughe profonde. La pelle cadente e macchiata. Chi era l'uomo che vedeva riflesso nello specchio ogni mattina, quando si radeva la barba? Di sicuro non era più lui, non quel vecchio dalla smorfia
Amava radersi, accarezzare il viso morbido e pulito con la mano. Era l'unico rituale che ancora osservava rigorosamente, e che lo confortava.
... continua
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