Appunti di mezzanotte
lunedì 2 dicembre 2019
Lettera a me stesso vol. II
Is funny.
If I look back, it all looks kinda ironic. Yesterday I was writing of my years, my years passing by without a fucking thing I can hold in my hands. Only a fist of sand that flows through the fingers.
That's me. That's my life and legacy.
Ashes to ashes, dust to dust.
We are made of this, after all.
Isn't pointless to seek vane glories, when we are destined to die, after all? We seek immortality after us, but what is left is only a bunch of stories.
So here we are. Three years passed already and I'm still here writing of me and trying to make sense of all the nonsense that is all my life so far. I could write the same questions again, and I wouldn't have any answer. Gratification is still delayed to an unknown future, while Godot hasn't arrived yet, but I'm too busy preparing myself for the mythic Tartars that one day will come and will make my life finally worth living.
So I'm here, defending the fortress from the barbarians, that last bastion that has become my body, my soul, my shattered identity and blurred destiny.
Why I'm writing this? What I'm complaining of?
I'm still young, I still have relative good health, I have a loving family, warm friends, some vague purpose to drive my life. I shouldn't have any regret. Yet, is easy to fall in the trap of not being satisfied enough for what we have.
Because, you see, while my life is moving around me like wild waters, I feel like I'm still anchored here, in the same harbor of forever. Nothing has changed, really. Nothing of me.
The fact is that I'm still at the beginning. The beginning of something I have no idea what.
A monopoly piece stuck in jail without passing from the "start". I wonder when I will exit from here and start to play my game?
All the opponents seems to have started playing already, buying properties and collecting money everywhere. Not me.
I'm still here, waiting for the turn that never comes.
Am I making real progress? Apparently yes. Three years back my goal was to move abroad, and in fact I'm here, now.
And I'm so happy and proud of that.
But this is still not what I planned. What is that? When I will collect real progress and I will stop to waste my time so uselessly?
Unfortunately I'm not going anywhere, and I have to move the waters if I want to leave this harbor.
sabato 10 novembre 2018
venerdì 9 novembre 2018
giovedì 8 novembre 2018
Messaggi
L'ultimo è stato Alpha.
Alpha è il mio migliore amico e la persona che più stimo in questo momento. Sin da quando l'ho conosciuto la prima volta ho capito come fosse una persona "speciale". È cresciuto molto da quando l'ho conosciuto ed ora è quasi irriconoscibile, sempre attivo e coinvolto in decine di attività differenti.
È stato lui a dirmi la stessa cosa, l'altro giorno. Stavamo camminando e le nostre strade si sarebbero divise da lì a poco, ed è stato in quel momento che mi ha rivelato come fossi "speciale" anch'io.
- Il problema è che non lo sai e non te ne accorgi -
Mi ha detto che succedeva anche a lui, che le persone glielo dicevano e che lui non si era mai accorto di esserlo. E io ero lo stesso, come lui.
L'ho sentito ripetere tante volte in Mozambico. Da Julai, Elias, Martinho, Lucia, Mauro, João, Zacarias, Paulinho.
Una volta me lo disse anche un altro ragazzo. Conosciuto su un set cinematografico improvvisato quello stesso giorno. Aveva partecipato ad X-Factor e superato le prime selezioni, anche se non so che fine poi abbia fatto.
Non ho nemmeno capito se gli stessi simpatico o meno, ma sulla via del ritorno mi disse che vedeva che avrei avuto un grande futuro davanti a me.
Questa affermazione era così improvvisa e inaspettata che mi ha spiazzato completamente. Non aveva alcun motivo per dirmelo e mi ha lasciato colpito.
Era successa una cosa simile appena qualche settimana prima. Un ragazzo conosciuto una mattina nel giro di una manciata di ore. Non ricordo nemmeno più il suo nome.
Ci eravamo ritrovati ad un raduno di ragazzi desiderosi di partecipare ad un progetto di volontariato in Romania (alla fine non ci sarei nemmeno più andato), e avevamo chiacchierato un po'.
Mi aveva incuriosito fin da subito, con quella barba e l'aria un po' selvaggia e volevo conoscerlo un po'. Ricordo solo qualche frammento di chiacchierata, che lavorava per Luxottica e aveva viaggiato un po', gli avevo raccontato un po' anche la mia vita.
Tutto è finito lì. Non sapevo che da lì a poco se ne sarebbe andato. Aveva altri impegni e a quel ritrovo aveva potuto partecipare solo a quella breve mattinata.
Ma prima di andarsene aveva voluto dirmi questo:
- Mi ha fatto molto piacere conoscerti oggi, te, in mezzo a tutte quelle persone non passi inosservato. Ti stagli rispetto a tutti e si vede che sei "differente". Sei speciale e sono sicuro che realizzerai i tuoi sogni. -
Mi ha stretto la mano ed è sparito, lasciandomi sgomento.
Non mi aspettavo queste parole da qualcuno conosciuto casualmente solo per qualche ora in una mezza giornata. È stato veramente inaspettato, gratuito e potente.
Non ricordo nemmeno più il suo nome, ma se potessi vorrei poterlo incontrare di nuovo.
Per stringergli la mano e dirgli, semplicemente: grazie.
In quel momento, sei stato speciale anche tu.
Alpha è il mio migliore amico e la persona che più stimo in questo momento. Sin da quando l'ho conosciuto la prima volta ho capito come fosse una persona "speciale". È cresciuto molto da quando l'ho conosciuto ed ora è quasi irriconoscibile, sempre attivo e coinvolto in decine di attività differenti.
È stato lui a dirmi la stessa cosa, l'altro giorno. Stavamo camminando e le nostre strade si sarebbero divise da lì a poco, ed è stato in quel momento che mi ha rivelato come fossi "speciale" anch'io.
- Il problema è che non lo sai e non te ne accorgi -
Mi ha detto che succedeva anche a lui, che le persone glielo dicevano e che lui non si era mai accorto di esserlo. E io ero lo stesso, come lui.
L'ho sentito ripetere tante volte in Mozambico. Da Julai, Elias, Martinho, Lucia, Mauro, João, Zacarias, Paulinho.
Una volta me lo disse anche un altro ragazzo. Conosciuto su un set cinematografico improvvisato quello stesso giorno. Aveva partecipato ad X-Factor e superato le prime selezioni, anche se non so che fine poi abbia fatto.
Non ho nemmeno capito se gli stessi simpatico o meno, ma sulla via del ritorno mi disse che vedeva che avrei avuto un grande futuro davanti a me.
Questa affermazione era così improvvisa e inaspettata che mi ha spiazzato completamente. Non aveva alcun motivo per dirmelo e mi ha lasciato colpito.
Era successa una cosa simile appena qualche settimana prima. Un ragazzo conosciuto una mattina nel giro di una manciata di ore. Non ricordo nemmeno più il suo nome.
Ci eravamo ritrovati ad un raduno di ragazzi desiderosi di partecipare ad un progetto di volontariato in Romania (alla fine non ci sarei nemmeno più andato), e avevamo chiacchierato un po'.
Mi aveva incuriosito fin da subito, con quella barba e l'aria un po' selvaggia e volevo conoscerlo un po'. Ricordo solo qualche frammento di chiacchierata, che lavorava per Luxottica e aveva viaggiato un po', gli avevo raccontato un po' anche la mia vita.
Tutto è finito lì. Non sapevo che da lì a poco se ne sarebbe andato. Aveva altri impegni e a quel ritrovo aveva potuto partecipare solo a quella breve mattinata.
Ma prima di andarsene aveva voluto dirmi questo:
- Mi ha fatto molto piacere conoscerti oggi, te, in mezzo a tutte quelle persone non passi inosservato. Ti stagli rispetto a tutti e si vede che sei "differente". Sei speciale e sono sicuro che realizzerai i tuoi sogni. -
Mi ha stretto la mano ed è sparito, lasciandomi sgomento.
Non mi aspettavo queste parole da qualcuno conosciuto casualmente solo per qualche ora in una mezza giornata. È stato veramente inaspettato, gratuito e potente.
Non ricordo nemmeno più il suo nome, ma se potessi vorrei poterlo incontrare di nuovo.
Per stringergli la mano e dirgli, semplicemente: grazie.
In quel momento, sei stato speciale anche tu.
#3 Racconto breve
Nulla.
Un uomo di mezza età era seduto sul bordo del piccolo lago e fissava l'orizzonte lontano.
- Assolutamente nulla -.
Ecco cosa vedeva.
Un insulso laghetto d'acqua stagnante circondato da un anonimo boschetto di pini. Uno stucchevole paesaggio da cartolina che gli dava la nausea. Tutto pulito, tutto così perfetto da sembrargli vuoto e inutile, senz'anima.
Dov'erano finiti i grattacieli di vetro, i riflessi cromati della sua auto, gli aperitivi lussuosi nel lounge bar di qualche albergo?
"L'uomo non è fatto per la contemplazione, ma per l'azione".
Questo è stato il principio che lo ha sempre guidato nella vita. Era un uomo di poche chiacchiere, lui! Era il primo a rimboccarsi le maniche, a piegare la schiena. Non come quei fannulloni di oggi che stanno prendendo il suo posto.
Guardava fisso l'orizzonte e con la mente tornava ancora una volta a ripercorrere i suoi ricordi, la sua fulminea carriera, le donne della sua vita, i soldi, la fama. Inspirò a pieni polmoni la sottile aria montana sorridendo al ricordo del suo glorioso passato, della sua vita adrenalinica, le gioie, le fatiche, i dolori, le illusioni. Ecco dove lo avevano portato tutti quei tormenti, quegli sforzi.
A nulla.
Un enorme, fottutissimo nulla.
Eccolo lì, seduto su quella sedia in plastica bianca a bordo lago, senza niente da fare se non affogare il tempo nei ricordi di una vita passata.
I capelli ingrigiti, gli occhi spenti, circondati da occhiaie e rughe profonde. La pelle cadente e macchiata. Chi era l'uomo che vedeva riflesso nello specchio ogni mattina, quando si radeva la barba? Di sicuro non era più lui, non quel vecchio dalla smorfia
Amava radersi, accarezzare il viso morbido e pulito con la mano. Era l'unico rituale che ancora osservava rigorosamente, e che lo confortava.
... continua
Un uomo di mezza età era seduto sul bordo del piccolo lago e fissava l'orizzonte lontano.
- Assolutamente nulla -.
Ecco cosa vedeva.
Un insulso laghetto d'acqua stagnante circondato da un anonimo boschetto di pini. Uno stucchevole paesaggio da cartolina che gli dava la nausea. Tutto pulito, tutto così perfetto da sembrargli vuoto e inutile, senz'anima.
Dov'erano finiti i grattacieli di vetro, i riflessi cromati della sua auto, gli aperitivi lussuosi nel lounge bar di qualche albergo?
"L'uomo non è fatto per la contemplazione, ma per l'azione".
Questo è stato il principio che lo ha sempre guidato nella vita. Era un uomo di poche chiacchiere, lui! Era il primo a rimboccarsi le maniche, a piegare la schiena. Non come quei fannulloni di oggi che stanno prendendo il suo posto.
Guardava fisso l'orizzonte e con la mente tornava ancora una volta a ripercorrere i suoi ricordi, la sua fulminea carriera, le donne della sua vita, i soldi, la fama. Inspirò a pieni polmoni la sottile aria montana sorridendo al ricordo del suo glorioso passato, della sua vita adrenalinica, le gioie, le fatiche, i dolori, le illusioni. Ecco dove lo avevano portato tutti quei tormenti, quegli sforzi.
A nulla.
Un enorme, fottutissimo nulla.
Eccolo lì, seduto su quella sedia in plastica bianca a bordo lago, senza niente da fare se non affogare il tempo nei ricordi di una vita passata.
I capelli ingrigiti, gli occhi spenti, circondati da occhiaie e rughe profonde. La pelle cadente e macchiata. Chi era l'uomo che vedeva riflesso nello specchio ogni mattina, quando si radeva la barba? Di sicuro non era più lui, non quel vecchio dalla smorfia
Amava radersi, accarezzare il viso morbido e pulito con la mano. Era l'unico rituale che ancora osservava rigorosamente, e che lo confortava.
... continua
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